Federazione Italiana Wu Shu Kung Fu Italia (W.K.I.)

FEDERAZIONE ITALIANA WU SHU KUNG FU ITALIA
W.K.I.

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LA TRADIZIONE ED I NOSTRI TEMPI: LA W.K.I. FEDERAZIONE ITALIANA WU SHU KUNG FU ITALIA

ORIENTE ed OCCIDENTE, mediare tra due mondi: Kung fu tradizionale cinese

Arti marziali.
Arte, attività umana basata sull'abilità individuale, sullo studio, sull'esperienza e su un complesso specifico di regole. L'insieme delle regole e delle conoscenze tecniche necessarie per raggiungere uno scopo.
e poi..... c'è il termine "marziale" che ha una natura mitologica che si riferisce al Dio della guerra Marte con ciò volendo raffigurare la fierezza, l’energico e la forza.

L'accostamento di queste due parole e la comprensione del loro significato dovrebbero essere chiari nell'immaginario di ogni praticante. Senza dubbi ed interpretazioni erronee.

Quindi unendo le due precedenti parole, Arte Marziale possiamo dire che il significato complessivo tende a rappresentare lo svolgimento di un’attività umana con astuzia secondo regole dettate dall’esperienza e studio per raggiungere uno scopo che nel caso specifico è lo studio dell’arte della guerra, quest’ultimo rappresentato nel più antico trattato cinese di arte militare dal titolo “Sun-tzu Ping-fa”.

Ma nel contempo, le arti marziali sono delle discipline ad alto contenuto morale e spirituale, in quanto sono fortissimamente legate alla filosofia ed al modo di vedere la vita, che naturalmente non può prescindere dalla pratica in quanto, attraverso l’esercizio di quest’ultima, è possibile inibire i comportamenti negativi ed esaltare quelli positivi. Le arti marziali divengono così la via o il modo per formare una personalità matura ed equilibrata.
La pratica trova le sue basi nell’etica marziale che regola la condotta del praticante, integrandolo nel mondo come individuo stabile e maturo.

Il praticante per raggiungere l’equilibrio deve esercitarsi attraverso un metodo, ma tale metodo è per ognuno diverso, e quindi spetta al maestro il compito di far percepire ad ognuno la propria via.
Tutto deve avvenire senza prescindere soprattutto dagli altri perché le arti marziali sono discipline socializzanti. Ecco che ancora una volta, psiche e corpo si mostrano binomio inscindibile imprescindibile dal raggiungimento dell’armonia nel mondo e negli altri.
Ma per completare il tutto bisogna anche considerare che l’uomo, in fondo in fondo, ha comunque una passione innata verso il confronto e la sfida e di conseguenza la vittoria.
Ecco che la filosofia delle arti marziali trova il suo completamento nel confronto con gli altri per trovare, appunto, la maturazione dell’individuo.
Tale maturazione trova il suo terreno fertile nelle gare ove appunto vi è la possibilità di sviluppare e migliorare le propria tecnica senza vedere nel confronto il fine ultimo dell’allenamento.
Le scuole di Kung–fu dovrebbero capire che mettersi in discussione attraverso una sana competizione non dovrebbe portare ad un insana rivalità, ma ad un miglioramento del proprio stile, perché non esiste uno stile meglio dell’altro o “più forte” dell’altro, ma esistono tanti stili.

Come ultima considerazione si auspica che in futuro si possa creare un movimento di persone, praticanti di questa magnifica arte, che si batta per cercare e trovare dei punti in comuni piuttosto che dei fattori di divisione.